"Dicono che mi chiamo Ida. Un nome breve, liscio. Mi piace, ma non mi appartiene gi da un po'."
Ida stata la migliore sarta del suo borgo, una donna capace di curare ogni strappo e nascondere ogni difetto con punti invisibili. Ma oggi, la "nebbia" dell'Alzheimer sta scucendo la fodera della sua anima, trasformando i ricordi di una vita in farfalle di cenere che si sgretolano appena prova a pronunciarle.
Attraverso un racconto toccante e profondamente umano, seguiamo il viaggio di Ida nel labirinto della propria mente. Mentre le strade del suo "Borgo di pietra" svaniscono e i volti dei suoi cari - il marito Marcello, i figli Rossella e Antonio - diventano quelli di gentili sconosciuti, Ida si aggrappa alla memoria dei suoi polpastrelli, all'abitudine di una vita intera spesa a tenere insieme il mondo con un filo di seta.