Che cosa succede se una nuova "maschera", rifiutata gi dalla nasciita, incontra un conte avaro e ipocondriaco e una moglie scaltra pronta a tutto pur di scappare con il suo amante truffatore?
Favola dei Giorni Nostri uno scoppiettante meccanismo comico in due atti scritto da Gennaro Patrone. La storia svela fin da subito la sua natura meta-teatrale: una Voce Narrante tenta disperatamente di presentare l'opera, mentre i personaggi rompendo la "quarta parete" battibeccano tra loro e con il pubblico.
Tra equivoci surreali, finti travestimenti religiosi, leziosi sotterfugi e l'esilarante introduzione di Chiavichella - l'improbabile maschera "rifiutata da tutti" promossa a cane da guardia e pappagallo spia- l'opera trascina il lettore e lo spettatore in un vortice di risate, fino a un finale grottesco in cui l'avidit si ritrova con un pugno di carta straccia in mano.