Fin dai primi battiti di scrittura, tra umorismo e realismo, sotto l'influenza del teatro dell'arte napoletano, nell'autore traspare questa necessit l'utilizzo della letteratura per rappresentare il profilo sociale della composizione della nuova classe proletaria, nella trucida realt post-moderna. E, sullo sfondo, l'urgente bisogno di raccontare il disfacimento urbanistico delle citt , un tempo ricche e industriali, che si dissolvono e si polverizzano, i quartieri popolari e gli spiriti bollenti che le animano.
Lo "Yorkshire Napoletano" di Andrea Genovese infatti, oltre che manoscritto di base, utile anche per future inchieste militanti sullo stato di salute del proletariato occidentale e sui piani del capitale, oltre ancora a far trapelare il declino industriale delle societ occidentali, delinea il punto di approdo di un lungo percorso che ha visto l'autore confrontarsi, attraverso la scrittura, con il tema della vita di periferia, dei disagi di uno Stato sociale che non protegge pi le persone, i lavoratori precari e le stesse famiglie costrette ad emigrare.
Cos facendo l'autore oltre a farsi portavoce di una tradizione di letterati, commediografi, drammaturghi di una scuola teatrale verista, vivente, tipicamente napoletana, capace di restituire la contemporaneit quasi in modo fotografico, dosando dialetto, italiano e inglese, si aggancia in modo quasi naturale al primo Lukacs e al suo saggio "La teoria del romanzo", quel dare criticamente peso alla scrittura realista della descrizione di fatti e cose esibiti nel loro semplice accadere, sulla tradizione dei vari Zola e Flaubert.
Andrea Genovese nato nel 1981 a Napoli. Da oltre quindici anni si divide tra i sobborghi inglesi e la periferia partenopea, senza aver ancora capito quale dei due contesti sia pi surreale. Professore universitario, si occupa di filiere produttive, economia circolare e crisi ambientale. Socialista; tifoso della SSC Napoli; maradoniano osservante. Pap di Irene. Guarda il mondo con affetto disincantato e ha un debole per storie minime che possano parlare di cose grandi.
"Yorkshire Napoletano" il suo primo tentativo di superare l'aridit della prosa accademica.