Le sue opere di arte figurativa nascono lente, meditate, studiate a fondo. Non ama, e non ha mai amato, ritrarre le modelle dal vivo. E' abituata a lavorare in solitudine. Sandra Ghedi preferisce ispirarsi cercando le sue donne su giornali, su riviste, su fotografie, poi le reinterpreta. Punto di partenza di ogni ritratto sono gli occhi. Secondo i suoi canoni di lavoro gli occhi devono essere da subito veri ed espressivi, altrimenti ricomincia. Lavora meticolosamente per fare apparire dal cartoncino ogni dettaglio, ogni sfumatura del viso, luci e ombre per ricreare perfezione e bellezza in ogni tratto. In seguito lascia lavorare la fantasia con le matite, anche acquerellabili, con la pittura acrilica, o con la china agli esordi della sua carriera. Il frullare di idee per inventare forme e colori con cui abbigliare le sue donne, per i monili, per i turbanti, per i veli che circondano il viso diventa un caleidoscopio di forme e accostamenti cromatici ben calibrati e studiati nei dettagli, pensati e preparati all'inizio del ritratto per raggiungere il massimo dell'impatto visivo. Occorre una settimana per realizzare ogni ritratto. Alla fine del lavoro taglia il cartoncino nella misura pi? adatta al ritratto eseguito. Lavora e ha lavorato prevalentemente sulle figure femminili ma ritrae anche bambini e animali: cani, gatti e cavalli. Realizza anche ritratti o allegorie per esprimere emozioni come la nostalgia, la malinconia, il disagio. Ma nelle sue opere preferisce disegnare la bellezza per superare il disagio, dipingere l'allegria per sublimare la sofferenza, evocare la gioia per dimenticare la tristezza. Nel corso della sua carriera ha elaborato un uso personale della pittura acrilica facendola diventare pittura metallizzata a rilievo: una tecnica originale che richiede precisione e abilit? nella stesura di ogni strato di colore, con movimenti necessariamente lenti nell'applicazione a pennello che vengono ripetuti pi? volte per ogni zona di colore, per ogni tono. Appena ? asciutto traccia i bordi e decora con acrilico tradizionale. Sandra Ghedi, rimasta vedova, ha vacillato. La famiglia e gli amici pi? stretti sono stati di grande supporto e incoraggiamento e si ? avviata verso una nuova frontiera artistica: l'arte astratta con la tecnica della fluid painting, su tela di lino o su pannelli. Esegue, come sempre, un'accurata ricerca sui colori, sulla qualit? dei pigmenti e sui toni, sceglie se abbinarli per affinit? cromatica o per contrasto. Poi la vera e propria realizzazione dell'opera ? pi? rapida perch? occorre lavorare la pittura acrilica finch? ? fluida. I colori sono versati sulla tela e poi l'artista letteralmente soffia sulla miscellanea fluida con una cannuccia per plasmare e forgiare il risultato astratto che vuole ottenere: un'onda, un profondo gorgo oceanico, il fuoco, una vertigine, uno tsunami. Molte delle opere di arte astratta pi? riuscite hanno come filo conduttore il mare. Combina, miscela, compone e scompone una serie infinita di toni di blu, di indaco, di turchese, di verde, di viola, di acquamarina che muove fino al manifestarsi di bolle (come particelle di vita organica) che sono la grande potenza espressiva della fluid painting. Ogni quadro terminato ? lo sprone per una nuova avventura alla ricerca del quadro successivo, l'artista le chiama "le mie visioni". Sandra Ghedi, artista pi? matura e pi? saggia, realizza anche Mandala su tele di lino di varie dimensioni, quadrate o rotonde, ispirandosi all'arte del puntinismo. I mandala tradizionalmente sono il simbolo del ciclo infinito della natura e della sua energia, simbolo di consapevolezza, di calma e di equilibrio. Usa punteruoli di misure diverse per realizzare puntini o meglio gocce colorate di misure diverse.
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