In una societ dominata dai social network, dalla cultura della performance e dalla medicalizzazione del disagio, il libro interroga che cosa muove davvero le nostre azioni: desiderio, motivazione, abitudini, ma anche paura di restare indietro e bisogno di apparire. Attraverso un percorso che intreccia etimologia, filosofia, psicologia e scienze sociali, l'autore mostra come molte forme di sofferenza - spesso catalogate come "disturbi di personalit " o burnout - siano anche effetti di un contesto che occupa il nostro tempo interno, frammenta i ritmi biologici, rende la socialit competitiva e trasforma l'identit in immagine da esibire.
Il volume introduce e sviluppa alcuni nuclei concettuali chiave: la logica dell'"appaio dunque sono", le tre forme di socialit (marginale, utilitaristica, generativa), il ruolo dell'habitus e delle abitudini nella costruzione del s e, soprattutto, la categoria di nonflitto, intesa come capacit di integrare tensioni e contraddizioni senza ridurle n al conflitto permanente n alla rassegnazione. Ne esce una lettura densa ma accessibile della vita contemporanea, utile a studenti e studiosi di scienze umane, insegnanti, educatori, operatori psico-sociali e a chiunque voglia strumenti per comprendere meglio il proprio modo di vivere tempo, lavoro, relazioni e normalit .