Che male c' nel mettersi in ginocchio a pregare quando si sente un'ambulanza? Cosa c' di sbagliato nel confessare i propri peccati ogni mese? E come si pu attaccare il comandamento dell'amore, "fai agli altri quello che vorresti facessero a te"?
Al posto di digressioni storiche e approfondimenti teologici, che comunque in una certa misura sono risultati naturali, ho ritenuto di puntare i fari sul modo in cui il cristianesimo, quello cattolico in particolare, influenza la nostra vita nel quotidiano, si annida nei pensieri pi piccoli e apparentemente insignificanti, nella visione del mondo e delle cose intorno a noi, nelle relazioni, e cos via. L'esito di questo confronto non scontato: certamente la perdita della fede sar una possibilit , cos come l'ascesa ad una fede pi consapevole, o il rifiuto soltanto di alcuni suoi aspetti che non riusciranno pi ad essere trangugiati in silenzio.Uscire dal tunnel del cristianesimo significa tornare a giocare. Come facevamo da bambini. Tornare a correre e ridere, scherzare e urlare, prima che tutto si incupisse in un mondo bianco e nero, diviso tra bene e male, giusto e sbagliato, posso e non posso. Significa tornare padroni del nostro corpo e della nostra vita, gli unici beni che veramente abbiamo (e che nessuno ci deve portare via).