Molti studiosi sono convinti che Platone avesse avuto in mentre una sorta di trilogia del dialogo, aggiungendone un terzo ai noti TIMEO e CRIZIA, quest'ultimo bruscamente interrotto, basandosi sul fatto che i protagonisti, oltre a Socrate, sono appunto Timeo di Locri, Crizia ateniese e un certo Ermocrate, non meglio o comunque unanimemente identificato, al quale plausibilmente sarebbe potuto essere intitolato il supposto terzo lavoro.
capitato che, per vie legali seppure non convenzionali, si venuti in possesso di quel terzo previsto quanto auspicato dialogo, intitolato non ad un imprecisato Ermocrate, ma a Protasio, quale quinto e imprevisto protagonista, il quale entra in punta di piedi nella scena, ma riesce a mettere in crisi alcune sedimentate certezze proprie della scuola ateniese.
Ma chi Protasio?
Un semplice custode di porci altrui, con un tormentato passato alle spalle, uno che si esiliato da s per il bene della comunit , quando per lui era diventata problematica la permanenza nella sua terra, che i Greci chiamavano Ichnussa, Sandalion o Argyr phleps n sos, l'Isola con le vene d'argento, appunto.
Il dialogo tutto da scoprire perch , esposte per larghi tratti le vicende gi note nei dialoghi precedenti del Timeo e del Crizia, si entra nel merito dei miti, "quelli che hanno fatto grande la civilt dei Greci" - come afferma Timeo in contrasto col corrosivo Crizia -, "Greci che hanno avuto modo e tempo per costruire anche i miti degli altri" - come sussurra invece Protasio.
Dal dialogo emerge potente la figura di Socrate, forse vecchio e fragile, ma assolutamente padrone della situazione, specialmente quando la discussione minaccia di fare scintille.