Withholding pattern del libro di Federico Federici - tra le voci giovani, oggi, di maggiore consapevolezza concettuale: portato sicuro della sua vocazione interdisciplinare - la misura. Quella del tempo e quella dello spazio, come fisica insegna, si implicano a vicenda; e strumento di tale misura la luce. Il concetto ha poi, com' ovvio, una valenza metapoetica. Anche il verso una misura, unit di senso della fisiologia umana in quanto presa di respiro, e insieme principio costruttivo della pagina e del libro: come ha insegnato una volta per tutte Amelia Rosselli. Non a caso ricorre, nel testo, la parola rima. Non perch sia poesia "in rima", questa (che pure ci propone, sempre, costrutti formali attentamente congegnati): ma perch , etimologicamente, la rima la "fessura" che percorre il terreno e, cos definendolo, istituisce un territorio (come nel mito della fondazione di Roma). Come nelle piste megalitiche di Nazca, disegnate dagli antichi Incas rivolgendosi ai loro d i, o come in una certa misterica pagina del Gordon Pym di Edgar Allan Poe, il disegno che compongono queste rime non immediatamente intelligibile, rinviando a una definizione che si prolunga indefinitamente, interminabilmente forse, nello spazio e appunto nel tempo. La nota dell'autore allude al proprio testo come a un organismo vivente, o un conglomerato geologico, che la pubblicazione si limita a fotografare in un grado del suo farsi. Come un archeologo, o un cacciatore-raccoglitore, il lettore chiamato a decifrare questi segni, e magari ad avventurarsi a percorrerli a sua volta: a margine del paesaggio, un segno certo, di passaggio.
Andrea Cortellessa
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