La silloge qui presentata raccoglie nelle sue diverse sottosezioni poesie qua e l disperse dalla met degli anni '80 all'oggi in un percorso organico e stratificato, dove la parola poetica si fa traccia, richiamo e memoria snodandosi su pi piani temporali e interiori: la nascita ("quel pulsare ricordi dentro il grembo materno?"), l'origine, la famiglia, il viaggio dell'identit ("i rumori che fummo"), l'amore, la perdita, la morte. Le immagini, dense e musicali, si aprono a molteplici letture, in bilico tra evocazione e riflessione, ed ogni poesia espressione di un'esigenza di ricomposizione, di ascolto del s profondo e del tempo collettivo, un approdo provvisorio, un punto di domanda posto con consapevolezza, a volte con dolcezza, altre con amara lucidit . Il viaggio, come destino di ogni cosa umana, giunge progressivamente l ove la terra sfuma e resta spazio solo per un messaggio di speranza, se non di certezza, che il tutto non abbia a cessare con la fine dell'incolato terreno. Poesie Disperse una silloge sulla durata, sullo smarrimento e sulla ricerca, sull'incanto dell'esistere e la fatica del ricordare.
Giorgio Cittadini nasce a Palermo, compie gli studi classici a Roma ove, nel 1960, si laurea in Medicina e Chirurgia. Intraprende la carriera scientifica prima a Siena e poi a Genova ove approda alla direzione dell'Istituto di Radiologia dell'Universit ed esplica una intensa attivit didattica e scientifica. Nel 1985 pubblica la sua prima raccolta di poesie La gioia di cercare, seguita nel 1988 da Il pensiero del coccio (ECIG, Genova). Nel 1989 la sua silloge La morte di Mirsilo (Sellerio Editore, Palermo) ottiene il prestigioso Premio Rhegium Julii. Un suo romanzo, Ariele e dopo (ECIG, 1999), viene tradotto in lingua romena da Stefan Damian (Dacia, Cluj-Napoca, 2000). Nel 1999 pubblica una traduzione del celebrato poema Anabase di Saint-John Perse corredata da una Guida alla lettura dell'opera (ECIG). Sue sillogi poetiche tradotte in lingua francese compaiono nel 2009 sulle riviste La Revue des Archers e Phoenix. Dopo un lungo periodo di gestazione, nel 2016, pubblica, in stretta collaborazione con la semiologa e scrittrice francese Jo lle Gardes, una traduzione de I Poemi Provenzali di Saint-John Perse "Chronique" e "Chant pour un quinoxe" (Crocetti Editore, Milano). Nel 2019 pubblica la silloge Residui di tuono (dreamBOOK Edizioni, Pisa) che si aggiudica il terzo premio nel Concorso Intercontinentale di Arti Letterarie Le Nove Muse . Nel 2022 cura una nuova traduzione di Anabase corredata da un apparato critico che ne definisce in maniera dettagliata gli aspetti storici, strutturistici e poetici (Crocetti Editore). Nel 2023 pubblica una versione riveduta e ampliata di Ariele e dopo - Il giorno del bagatto (dreamBOOK). Nel 2025 una selezione di sue poesie inserita nell'Antologia "I Poeti di Ponte Vecchio" (Dantebus Edizioni).
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