Considerato a lungo come trascurabile rispetto agli altri sensi, l'odorato ? divenuto ormai di moda. Molte pubblicazioni scientifiche, professionali e giornalistiche sembrano voler riabilitare questa facolt? sensoriale che ci mette in contatto con gli esseri e le cose in modo intimo e profondo. Per lungo tempo definito 'microsmatico' cio? con odorato poco sviluppato, l'uomo sembrava destinato ad abbandonare l'uso del fiuto. L'opinione di grandi naturalisti, come Darwin, confermava l'idea di un organo quasi atrofizzato ed obsoleto, lontana eredit? di nostri antenati pre-sapiens ai quali era invece indispensabile. Questa decadenza ? spiegata analizzando fattori come la diffusione dell'igie- ne nelle societ? moderne, la scomparsa degli odori delle strade, nuovi mestieri, alimenti confezionati che nascondono gli aromi naturali, l'uso dei deodoranti, etc. tutti elementi che avrebbero provocato l'impoverimento del nostro universo olfattivo e della nostra capacit? di sentire gli odori. L'attuale ignoranza olfattiva risulta allarmante: su dieci odori-tipo i bambini ne distinguono in media cinque o sei, mentre gli adulti soltanto due. Infatti, come afferma nostalgicamente, lo storico Piero Camporesi: "Mai come nella vecchia societ?, dove ogni corporazione, ogni mestiere, ogni professione era calata in un particolare bozzolo aromatico, il naso e l'odorato erano strumenti infallibili d'identificazione sociale e di riconoscimento professionale."Questa immagine di una 'et? dell'oro olfattiva' di cui oggi resterebbero soltanto poche tracce, sembra troppo riduttiva e, al tempo stesso, piuttosto idilliaca. Certo, il processo di deodorazione che accompagna la crescita delle moderne societ? tecnologiche ? innegabile. Certamente l'uomo primitivo, che usava il proprio fiuto per garantirsi la sopravvivenza, otteneva risultati migliori dei nostri; ma questo vale anche per i nostri antenati dell'Antichit?, del Rinascimento o del XVIII secolo? Una cosa ? certa: il loro apparato olfattivo non era diverso dal nostro. Dunque, invece di tentare una valutazione "fisiologica" dell'odorato, ? forse pi? istruttivo confrontare il ruolo conferito a questo senso e i poteri attribuiti agli odori nelle societ? antiche e in quelle moderne. Ancora oggi i nomi di tanti profumi di successo rimandano a forze oscure e potenti virt?. Evocano il mistero (Myst?re di Rochas), la magia (Magie Noire di Lanc?me), la purezza (Cristal di Chanel), la vita (Vivre o La Vie di Lacroix), la morte (Poison di Dior). Al di l? delle esagerazioni dei pubblicitari sembra comunque rimanere un riflesso di rappresentazioni inconsce legate alla storia dei profumi e ai miti che l'accompagnarono. La pianta aromatica, base dei primi profumi, ? misteriosa nelle sue origini, preziosa perch? viene 'conquistata' pi? che raccolta, ha caratteristiche che la legano al soprannaturale, al sacro, al principio stesso della vita. Ci vengono cos? indicate alcune strade che permettono di risalire alle fonti dei poteri straordinari che furono attribuiti agli odori.
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