Yod percorre un viaggio in tre atti tra passato, presente e futuro, nell'eterno ciclo della vita. Si annoia mortalmente, cerca la morte per poi scoprire di voler vivere ancora. Cerca se stesso: nel cuore arido e stretto dei parenti; nell'antro circolare di Paracelso, tra pozioni e metafore di colorati filtri; nel ventre caldo di un Leviatano, favoloso simbolo prenatale.
La massa ovoidale della balena ? simbolicamente come due archi di cerchio che si congiungono: il cielo e la terra.
Un'antica leggenda degli Inuit racconta della dea del mare Sedna, bella fanciulla che respinse tutti i pretendenti proposti dal padre e spos? un uccello. Il padre indignato, uccise lo sposo e butt? la figlia nell'oceano. Sedna si aggrapp? con tutte le sue forze all'umiak. Per costringerla a lasciare la presa le vennero mozzate le falangi. Dalle dita tagliate nacquero le varie creature marine, tra cui la balena. Dentro il suo mitico, caotico ventre, in una sorta di "regressus ad uterum" che assume valore universale, tra il male originario degli uomini ed i loro eterni, ciclici errori, Yod, disperatamente aggrappato con le dita all'umiak della coscienza umana, cerca la luce dell'altro suo s? per esserci ancora nel mondo.