Parigi, la città dove tutto può succedere e nulla si ricorda davvero. Yvonne Mastif è stata una leggenda. Una voce capace di zittire teatri interi, un volto che faceva voltare le teste e stringere i cuori. Ma il tempo, si sa, è un assassino elegante: non lascia tracce, solo silenzi. Oggi Yvonne è una donna svanita. Un'ombra tra i bicchieri sporchi, un dolore che cammina sotto la pioggia. Fino a quella notte. La notte in cui, in un taxi sporco di pioggia e solitudine, partorisce un figlio e lo affida a una cameriera di nome Christine, prima di sparire per sempre. Quel bambino si chiama Maximilien Dubois . Figlio del silenzio. Cresciuto tra le briciole e gli insulti, tra i clienti stonati della Closerie des Lilas e l'odore di Pernod sui tavoli appiccicosi. Un bastardo, lo chiamano. Di chi? Nessuno sa. Nessuno chiede. Nemmeno lui. Perché a certi bambini non viene data una storia, ma solo un posto d'angolo dove imparare a respirare piano per non disturbare. Ma le voci non muoiono mai davvero. E trent'anni dopo, quella di Yvonne torna a farsi sentire. Nel suono graffiato di un vecchio disco. Nel nome di un notaio che custodisce un segreto. Nella presenza enigmatica di Marianne , una donna che entra nella Closerie col sorriso sbagliato e una missione che sa di ricatto. Marianne non è lì per amore. Ma l'amore arriva lo stesso. Per sbaglio. Per punizione. Per destino. E quando l'amore entra in scena, la verità esce allo scoperto. Violenta. Inaccettabile. Salvifica. Maximilien Dubois è la storia di chi viene al mondo tra le macerie e decide comunque di restare. Di chi ha perso tutto prima ancora di sapere cosa fosse suo. Di chi ha la voce rotta ma ancora la forza di dire io ci sono . È un romanzo scritto con la voce e per la voce. Va letto ad alta voce, anche da soli, anche quando fa male. I punti sono respiri. Le pause sono ferite. Le frasi inciampano come corpi stanchi. Non è solo una storia. È una partitura. È un urlo raccontato sottovoce. Una preghiera laica per chi ha perso una madre. O se stesso. Un inno sporco e sincero alla bellezza che non chiede perdono. Dentro ci trovi la miseria dei bar di quartiere, l'amore che si traveste da tradimento, le madri che svaniscono, i figli che non smettono di cercarle, anche quando non sanno farlo. Trovi una Parigi bagnata e spietata, che mastica e sputa vite ogni giorno. Trovi Christine, una madre che non ha scelto, ma ha amato. Trovi Gabriel, fratello d'amore e complice di silenzi. Trovi Delambre, il potere marcio che uccide per cancellare. Trovi Marianne, la donna che mente per sopravvivere, ma ama per morire. E trovi Maximilien. Con gli occhi sempre aperti. Con la voce che tarda ad arrivare. Con una verità che pesa più di qualsiasi menzogna. Con una madre che gli ha lasciato in eredità solo una scatola, un biglietto, e il suono struggente di un'aria lirica interrotta. Questo libro è per chi ha pianto per chi non c'era. Per chi è cresciuto a margine. Per chi non ha mai saputo da dove veniva, ma ha imparato a camminare comunque. Per chi non crede più nell'amore. E per chi ci crede ancora, anche quando fa male. Soprattutto quando fa male.
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