"MACERIE D'IGNOTO" il titolo di questa raccolta poetica che si fa specchio di un incontro di nature, un'affascinante e misteriosa congiunzione tra il visibile e l'invisibile, l'inorganico e il fluire. La trama del titolo si intreccia come un gioco di opposizioni, dove l'immobile si fonde con il moto, l'assenza con la presenza, dando vita a una tensione che attraversa le parole stesse.
Ogni componimento un frammento, un residuo che rimane di un'esperienza che sfugge, ma che cerca di essere colta nella sua essenza. Le "macerie" non sono solo rovine, ma tracce di un'esistenza che, nella sua impermanenza, prova a restituire il senso di una vita che tanto singolare quanto universale. Il poeta, nella sua funzione di veggente, non solo narra la propria esistenza, ma diventa tramite di un flusso che abbraccia l'intera condizione umana, trasformando il proprio vissuto in un riflesso collettivo, ed in questo scenario, il poeta, pi che testimone: il mediatore di un'epoca che non pu essere afferrata, di una coscienza che perennemente sfugge al tentativo di ricomporre il suo intero, che vive tra le macerie di un sapere che sempre oltre la comprensione.
"MACERIE D'IGNOTO" dunque il tentativo di fermare il flusso inesorabile dell'esistenza, di rendere tangibile l'inafferrabile, ma allo stesso tempo la consapevolezza che ogni sforzo di possedere l'istante condannato alla vanit . Il tempo scivola, la vita si dissolve, e nell'incessante corsa verso il nulla, l'unica cosa che rimane la traccia di ci che non mai stato, ma che in questa sua mancata realizzazione, diventa eternamente presente.