L'Urlo una lirica in prosa che nasce prima del linguaggio e oltre ogni forma di consolazione.
Non racconta una storia: la attraversa.
Non chiede di essere capita: chiede di essere retta.
In queste pagine, l'autrice affida alla scrittura ci che il corpo ha trattenuto per anni: il dolore che precede la voce, la ferita che non ha trovato ascolto, l'urlo che si fatto sintomo, gesto, silenzio forzato.
La parola non spiega, non giustifica, non addomestica.
Espone.
L'Urlo una lirica feroce e sacra, che mette il lettore davanti a ci che solitamente viene distolto: la violenza subita, l'abbandono, la solitudine estrema, la sopravvivenza che non ha nulla di eroico. un testo fisico, attraversato dal respiro, dal tremore, dalla stanchezza che segue ogni grido trattenuto troppo a lungo.
Qui l'urlo non metafora, ma materia.
ci che resta quando le parole non servono pi .
Un'opera che non consola e non intrattiene, ma testimonia.
Per chi ha urlato senza essere sentito.
Per chi ha visto e ha voltato lo sguardo.
Per chi sa che, a volte, restare vivi gi un atto di disobbedienza.
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