Francesco Ferrucci, l'eroe di Gavinana, colui che difese la dolce Libert? repubblicana fino allo stremo, sacrificando la propria vita di fronte alla prepotenza dell'invasore straniero.
"Tu uccidi un uomo morto!" Cos? la narrazione risorgimentale ci ha tramandato la voce del condottiero nel momento in cui, gi? prigioniero e sconfitto, veniva pugnalato da Fabrizio Maramaldo, il cui cognome diveniva l'epitome per vile e codardo.
Eroe della Repubblica Fiorentina prima, dell'Italia Sabauda poi e, alfine, icona fascistissima dell'italico coraggio, protagonista dei libri di storia patria, incensato nell'immaginario (post)romantico, il condottiero fiorentino assurge al Gotha dei difensori d'Italia, entra nelle strofe dell'inno di Mameli.
Solo recentemente gli storici si sono messi all'opera per restaurare il nostro patrimonio di documenti e memorie, a togliere dalla faccia della Storia (quella con la maiuscola che si descrive nei libri di scuola) il trucco della storia (quella piccola, fatta di eventi e macchinazioni quotidiane), a fare un'opera di demaquillage, a struccare quest'attrice ormai vetusta e rugosa.
Ogni epoca ha le sue esigenze ed ? fuor di dubbio che la costruzione di un'identit? nazionale, quella italiana, ha avuto bisogno dei suoi eroi e dei suoi sacrifici. Non trovando gran che di eroico nelle italiche membra, men che meno negli ascendenti della casa reale dei quali, gi? all'epoca, tutto si poteva dire ma non certo che fossero una nobile stirpe d'eroi, s'and? a ricercare all'indietro qualche figura che potesse reggere una bandiera e farsi seguitare dai moderni nella battaglia per l'unit? e la libert?. Cos?, il sacrificio fu compiuto sulle spalle della verit?, dell'accuratezza documentale, della sincerit? dei resoconti.