Un uomo anziano viene trovato sotto la pioggia, vicino al Po, senza documenti e senza memoria del mondo in cui si trova.
Dice di chiamarsi Leonardo.
Non Leonardo come un simbolo, non Leonardo come un mito da museo, non Leonardo come una citazione da manuale. Leonardo da Vinci. Vivo. Smarrito. Gettato in un presente che ha realizzato molte delle sue intuizioni, ma che sembra incapace di accoglierlo senza volerlo classificare, studiare, proteggere, possedere.
Riccardo Lanza, storico della scienza, il primo ad ascoltarlo senza ridere. Quello che all'inizio sembra un delirio colto diventa presto qualcosa di molto pi inquietante: l'uomo conosce dettagli, gesti, processi mentali e ferite che nessun impostore dovrebbe poter imitare. Ma l'ospedale si muove in fretta, una fondazione privata mostra un interesse sospetto e un progetto chiamato Archivio Vivo sembra avere gi pronto un posto per lui: non come persona, ma come evento.
Mentre Leonardo scopre aerei, schermi, intelligenze artificiali, musei affollati e immagini riprodotte all'infinito, Lanza e un piccolo gruppo di alleati cercano di proteggerlo da un sistema che parla di cura, tutela e ricerca, ma che rischia di trasformare l'impossibile in propriet .
Perch il problema non soltanto dimostrare se Leonardo sia davvero tornato.
Il problema capire chi abbia il diritto di decidere cosa farne.
Leonardo si perso un romanzo sul confine tra passato e futuro, tra conoscenza e possesso, tra memoria e sfruttamento. Una storia sospesa tra thriller etico, riflessione tecnologica e narrativa contemporanea, in cui il genio pi celebrato della storia torna non per essere venerato, ma per ricordarci che non tutto ci che pu essere conosciuto deve essere preso.