Le lacrime sono spesso simbolo di dolore sacro, giustizia offesa, o pathos eroico. Omero descrive spesso gli d i come insensibili al dolore umano, ma talvolta li mostra partecipi del pianto degli eroi (es. Atena protegge e consola Odisseo). Le lacrime degli uomini sono viste come nobili e degne, specie se legate all'aret (virt eroica). Lacrime sono anche profetiche, come in Teoclimeno, quando il pianto collegato a visioni divine o presagi. Nella concezione greca e romana, gli d i sono immortali, invulnerabili al dolore fisico e alla morte umana. Tuttavia, sono profondamente antropomorfici, e quindi provano emozioni: ira, gelosia, desiderio, amore, vendetta, e talvolta dolore. Le lacrime divine, per , non sono mai banali: sono rivelazioni cosmiche, spesso legate a eventi eccezionali e simbolici. Quando gli d i piangono, il loro dolore non solo personale, ha un valore simbolico e cosmico. Le lacrime allora segnalano la fine di un equilibrio, come per la guerra di Troia; le lacrime esprimono l'ingiustizia del destino, anche per gli d i che non possono opporsi al fato; infine, se vero che piangere un gesto umano, anche gli d i talvolta non possono evitarlo. Nella tragedia greca, accade che il pianto venga invocato dagli d i, o che essi siano testimoni del dolore umano senza intervenire. Nella poesia, le lacrime divine diventano metafora del tragico. Le lacrime degli d i non cambiano il destino ed elevano il dolore umano al livello del sacro. Le lacrime divine come specchio dell'uomo sono potentemente simboliche. Quando gli d i piangono, non lo fanno come gli uomini, ma i loro pianti riflettono l'inevitabilit del destino, la fragilit del legame tra divino e umano, la sacralit del dolore.
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