Quella che sta avvenendo la pi imponente operazione di invasione e colonizzazione della storia dell'umanit , che farebbe impallidire le mitologie su Genghis Khan o le manie di grandezza di Hitler, ma che non teme nemmeno la concorrenza storica del colonialismo dei secoli scorsi. Non un'esagerazione, soprattutto se consideriamo che mentre quei fatti e fenomeni storici avevano delle "bandiere chiare", ovvero si sapeva pi o meno esattamente chi attaccava chi e quali aree occupava, oggi quest'aggressione "senza stati e senza bandiere". I conquistatori di oggi sono grandi multinazionali e fondi comuni di investimento che hanno azionisti, proprietari, investitori transnazionali, che hanno poco a che fare con ragioni e interessi geopolitici. Soggetti cui non possibile chiedere o imporre risarcimenti di guerra, che non hanno sottoscritto alcuna convenzione di Ginevra n hanno obblighi di rispetto di diritti umani o sono interessati a ricostruzioni di qualsiasi tipo. Rispondono solo ed esclusivamente a logiche di profitto. Maggiore la differenza tra costo di acquisizione e ricavo dalla vendita del bene prodotto, maggiormente soddisfatto l'interesse delle aziende. Pu sembrare una visione cinica o radicale, ma un concetto economico "neutro", la regola del "comportamento sociale" delle multinazionali, e va intesa come chiave di lettura unica per comprendere davvero quello che sta accadendo. Gli analisti hanno definito questo fenomeno come "land grabbing", pi o meno "accaparramento di terra", ovvero l'acquisto o la locazione a lungo termine di estensioni terriere da parte di investitori stranieri. Il fenomeno emerge con forza alla fine del 2006, a seguito di un improvviso shock dei prezzi che fa impennare vertiginosamente il Food-Index mondiale, ovvero l'indice di borsa sui prezzi degli alimenti agricoli primari (grano, riso, cereali...). Si scopre cos grazie al lavoro di alcune ONG che mettono insieme i dati rilevati individualmente, che nel solo 2006 sono stati sottoscritti (quelli conosciuti) 416 maxi contratti di "accaparramento di suolo" in 66 paesi del mondo (quelli monitorati) per complessivi 87milioni di ettari di terre coltivabili, il 47% dei quali in Africa Questo ebook un vero e proprio viaggio alla scoperta di quello che sta avvenendo. Mettendo insieme i pezzi di un racconto frammentato attraverso rapporti, articoli di giornale, storie piccole di regioni remote, tabelle ufficiali della Fao cui nessuno presta troppa attenzione. E tuttavia leggendo "tutto assieme" quello che emerge un quadro molto pi semplice e un progetto ben pi articolato e unitario di quanto no si sospetti. Un progetto globale e complessivo in cui entra in gioco tutto: interessi distorti legati ai biocombustibili, il mercato mondiale del grano, gli shock dei prezzi degli alimenti, le guerre e guerriglie in centrafica, le opere "di sviluppo" del Nilo e del Niger... Il protagonista, per noi, innocuo e innocente: il piatto che ci troviamo a tavola ad ogni pasto.
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