Il romanzo narra delle vicende di un profugo di pelle nera, salvato da un naufragio a Lampedusa e dato in affido temporaneo a una coppia che vive a Salerno, per il momento senza figli. Al naufrago viene dato il nome di Salvato. Dopo qualche anno la coppia che l'ha avuto in affido temporaneo ha un figlia a cui danno il nome di Aurora. Salvato e Aurora crescono assieme e si affezionano l'uno all'altro al punto da decidere di fidanzarsi con la gioia di Alba e di Egisto. Alba ed Egisto sono impegnati politicamente, Egisto come dirigente del Partito Comunista, Alba come dirigente della C.G.I.L. (categoria dei lavoratori agricoli, braccianti.) Salvato e Aurora si laureano, vincono un concorso per una cattedra nella scuola media e si vedono assegnate le sedi di S. Mauro Cilento e Acciaroli. Trovato il lavoro Salvato ed Aurora decidono di sposarsi e vanno in viaggio di nozze a Lampedusa, il paese che Salvato considera la sua patria. Arrivati sul posto accade che assistono a un nuovo sbarco di migranti e traggono in salvo un bambino non accompagnato, questa volta di pelle bianca. Salvato e Aurora ne ottengono l'affidamento temporaneo e lo chiamano Ulisse, come nell'Odissea di Omero.
L'opera di Giuseppe Colasante risente del pensiero politico e sociale nella sua espressione pi pura, che la cura degli ultimi, della precariet , dei disadattati, dei migranti e delle donne, di coloro che nulla hanno al di l di una storia dolorosa da raccontare