Dalla premessa dell'autore.
Ogni volta che mi ritrovo intento a descrivere la natura che vedo dalla finestra mi sembra di prendermi in giro, come posso descrivere questo gioioso rettangolo che tende al fuoco? E dondola la natura, melodie ondeggiano coi corpi vibrando della loro stessa musica dovuta al fiato amorevole della vita, dal vento coccolate, oppure rinvigorite sempre, ma come un tenue schiaffo.
Ma ci sono foglie che non sono gialle o giallastre o verdi o verdastre ma riverberano d'oro del sole, essenza della vita, questo tra i suoi doni per chi riesce a vederli; ma per quanto dicevo sulla vita, tutti possono vedere o non vedere; leggendo una poesia gli alberi di certo non si mettono a bruciare, ma si pu dire che aver guardato un albero quel poco di pi per poterlo apprezzare non sia vedere? No di certo. Hai scorto il bello, cos'altro c'era da vedere? La mia poesia un tentativo ridicolo di rendere a parole ci che sotto estasi io vedo e sento, l'arte quell'attimo per raggiungere un'estasi ben pi protratta.
Dall'introduzione di Roberto Lucca Taroni.
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