"La narrazione si muove tra metafore potenti e realt cruda, ricordando che l'arte dovrebbe essere uno strumento di rivelazione e non di compiacimento verso il potere.
Mary Blindflowers si oppone all'appiattimento culturale e alla celebrazione del mainstream, utilizzando il teatro non-teatro come mezzo di rottura e disvelamento delle contraddizioni del mondo moderno. I suoi personaggi sono maschere-simbolo e strumenti di denuncia, pronti a frantumare le illusioni e le convenzioni universalmente accettate.
Il mascheramento-metafora e l'irruzione dell'autore sulla scena aggiungono una profondit unica alla commedia. come se il teatro si ribellasse ai suoi stessi confini, mettendo in discussione la distinzione tra finzione e realt . Questo crea un effetto potente: il pubblico, (qualora un pubblico ci fosse), non solo spettatore, ma diventa protagonista di una riflessione sul senso stesso della rappresentazione che si muove tra finzione, spaesamento, grottesca dimensione surreale.
Il confine tra l'umano e il teatrale si dissolve. Si trasmette al lettore un senso di traballante e vorticosa inquietudine.
Chi legge spinto a riflettere attivamente, coinvolto in un dialogo che va oltre la semplice fruizione dell'opera.
Il senso persistente di ambiguit diventa quasi un invito a interrogarsi sulla natura dell'identit e della rappresentazione".