Il 2020 può essere definito, a pieno titolo, Annus Horribilis a causa della diffusione globale del virus COVID-19. La pandemia ed il lockdown globale conseguente hanno causato la più grave contrazione economica della storia moderna. Solo per rendere meglio l'idea della portata della crisi, è stato ricordato che nel crollo di Wall Street del 1929 gli indici impiegarono 42 giorni prima di perdere il 20% rispetto ai massimi storici, in questo caso hanno impiegato appena 16 giorni. La tempistica e la dimensione della crisi, estesa a tutte le attività economiche e quindi all'occupazione, hanno determinato la necessità di reazioni politiche decise ed immediate su più fronti. La politica monetaria ha un ruolo essenziale nel mantenere liquido il settore finanziario e sostenere tutti i settori economici, la sua gestione è affidata alle banche centrali che assumono quindi un ruolo cruciale. I mercati mondiali sono stati investiti dalla crisi mentre ancora si discuteva delle conseguenze di quelle del 2008-09 e dei titoli sovrani del 2011-12. Le reazioni da parte delle autorità di politica monetaria sono state necessariamente superiori e più estese di quelle disposte durante le crisi precedenti. Oggetto della presente pubblicazione è la politica monetaria nel periodo della pandemia da Covid-19 con l'obiettivo di analizzare come le misure monetarie attuate abbiano contribuito a mitigare gli effetti economici e come si siano evolute durante le fasi della crisi. Per studiare le azioni messe in atto sono stati contestualizzati gli interventi tenendo conto delle problematiche che hanno cercato di risolvere. A tal fine l'elaborato è articolato in tre capitoli. Nel primo capitolo si analizzano le crisi finanziarie verificatesi in anni piuttosto recenti. A partire dalla cosiddetta crisi dei mutui subprime, iniziata nel 2007-08 negli Stati Uniti e poi diffusasi a livello globale e la seguente crisi dei debiti sovrani iniziata alla fine del 2009. Gli strumenti convenzionali utilizzati dalle banche centrali per gestire la politica monetaria si sono rivelati insufficienti, pertanto si è reso necessario ideare nuove misure per far fronte alla crisi: si tratta principalmente di strumenti non convenzionali quali, ad esempio, il quantitative easing. Il secondo capitolo è dedicato all'evoluzione della crisi partendo da quella sanitaria, alla propagazione settoriale e quindi all'impatto macroeconomico. Si analizzano gli interventi attuati dalle banche centrali mondiali e più in dettaglio, data la portata globale della loro politica monetaria, quelli della Federal Reserve degli Stati Uniti (FED) e della Banca Centrale Europea (BCE). Si esaminano numerosi lavori tratti dalla letteratura accademica e relativi alla valutazione degli effetti degli interventi delle due maggiori banche centrali. Nel terzo capitolo, per valutare l'impatto delle misure implementate, viene utilizzata una particolare metodologia economica - statistica: l'event study, un'analisi ex-post del comportamento di una serie storica in un intorno temporale di un dato avvenimento. In dettaglio, si valutano gli effetti degli annunci delle misure adottate dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve degli Stati Uniti sui mercati azionari di riferimento analizzando i rendimenti degli indici azionari in diverse finestre di eventi.
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