"La Legge di Donnie" di Donnie Esse Marras:
La bellezza spiegata da un orologio rotto (e un carlino)
In un panorama editoriale spesso ingessato, "La Legge di Donnie" una boccata d'aria irriverente.
Un libricino agile, fuori dai binari, che in meno di cinquanta pagine riesce a rovesciare l'idea di bello e brutto con una naturalezza disarmante.
Donnie Esse Marras, che si presenta senza titoli altisonanti, si inventa una teoria tanto paradossale quanto efficace, la bellezza un orologio.
A mezzanotte tocchiamo l'apice del bello.
Poi, man mano che le lancette si allontanano, scivoliamo verso il brutto... fino a scoprire, al termine del giro, che l'estremo della bruttezza si richiude su s stesso, tornando bellezza.
Il tutto raccontato con uno stile fresco, da chiacchierata tra amici, senza mai prendersi troppo sul serio.
Tra citazioni improvvisate, esempi esilaranti (il carlino come simbolo supremo della teoria) e riflessioni che sembrano casuali ma si rivelano centrate, il libro si legge tutto d'un fiato.
E proprio quando credi di aver capito il senso di questo viaggio, l'autore chiude con un capitolo nascosto che cancella ogni certezza:
"Non c' nessuna teoria. Il brutto brutto, il bello bello, e tutto il resto ce lo siamo inventati per sopravvivere."
"La Legge di Donnie" non pretende di cambiare il mondo.
Ma ha la rara capacit di farti sorridere, pensare, e soprattutto, come dice l'autore, di accettare che a volte una crepa vale pi di una superficie perfetta.
Perfetto per chi stufo dei manuali di auto-aiuto, e ha voglia di un po' di filosofia spiccia, senza filtri e senza morale.
Voto: 8/10
Genere: Filosofia pop / Paradossi esistenziali
Consigliato a: chi cerca un libro diverso, diretto, umano.