C'? sempre qualcosa di dantesco nei racconti di don Gigi Ginami sui suoi viaggi di solidariet? per la Fondazione Santina. In questo libretto dal titolo Karema, oltre a Maria Karema, trovo Beatrice ed il riferimento a Dante viene quasi naturale. Di lei vorrei parlare per meglio comprendere poi Karema. Beatrice ? un volto di speranza e nel suo viso, solcato chiss? da quante lacrime, ? riflessa la luce di una bellezza che nessuna cicatrice pu? turbare. Come non pensare, allora, ai versi cos? famosi del capitolo XXVI della Vita Nova? Il paragone pu? sembra azzardato e, probabilmente, tale ? se non si percorre il viaggio dell'interiorit?. La poesia aiuta a comprendere la densit? della vita nelle pieghe della quotidianit?. Ecco allora che le parole del Sommo Poeta aiutano a cogliere, nel dettaglio, la generosit? e l'altruismo di Beatrice Mutinbi Mutambuki. "? l'esempio - osserva don Gigi - di come persone buone, anche nella povert? si prendono cura degli altri. Non ? infatti necessario essere ricchi per aiutare gli altri e i poveri non vogliono i nostri soldi, vogliono semplicemente il nostro cuore; e Beatrice il suo cuore l'ha dato all'anziana Agnes". ? qui che il racconto, da semplice resoconto del viaggio, diventa invito all'incontro, lode alla testimonianza, ispirazione per l'imitazione. I versi di Dante, seppur in un contesto diverso, esortano a non fermarsi mai alla superficie ma ad andare sempre in profondit?. ? l? che viene trasmessa, tramite gli occhi, una dolcezza al cuore. Beatrice, ferita tante volte dalla forza bruta del marito, abbandonata dopo venti anni di matrimonio, ? gioia per i 5 figli e i 10 nipoti e, allo stesso modo, per l'anziana Agnes, salvata da un linciaggio e accolta a casa sua come una madre. Come non provare un senso d'invidia per la mistica di questo incontro? Una vera e propria provocazione ad abbandonare le proprie certezze per imboccare i sentieri indicati dall'Amore. Una domanda accompagna la lettura di queste pagine: da dove viene la forza per andare avanti nonostante tutto, fino a diventare punto di riferimento per chi vive nella tua stessa condizione di povert?? La risposta arriva direttamente da Beatrice: "Ogni mattina, proprio quando in questo villaggio di pastori e contadini somali la gente si sveglia al richiamo del muezzin che ricorda a tutti l'importanza della preghiera, io smetto di pregare: in verit? sono sveglia dalle tre e mezza e il povero muezzin a me invece ricorda che pi? importante della preghiera ? il tempo della carit?, ma io non posso esercitare la carit? se non ho forza in Dio. Ecco cosa mi d? la forza di aiutare Agnes: la preghiera". La preghiera ? sorgente di carit? e questa trova nella lode a Dio la linfa. ? una circolarit? prorompente, a tal punto da assorbire ogni singola particella del proprio corpo. Ed ecco che la bellezza prende forma. Ogni viaggio di solidariet? della Fondazione Santina sembra dunque un percorso obbligato nei gironi danteschi. La coscienza di chi legge viene guidata a un esame interiore con una tensione spirituale a scorgere in ogni protagonista il volto concreto della speranza. Questa serialit? dice anche di una continuit? di bene in un mondo distratto: piccoli gesti quotidiani possono accendere tante luci di solidariet?. Questo libretto parler? a voi approfonditamente di Karema e della sua grande capacit? di perdono. Ricordiamoci che per perdonare come ha fatto Karema, dobbiamo farci guidare da Beatrice... ? proprio vero, come dice don Gigi: le persone buone anche nella povert? si prendono cura degli altri. Vincenzo Corrado
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