Sono trascorsi sette secoli dalla morte del Vate al quale tanto dobbiamo per la diffusione e per l'uso colto della patria lingua. Vate, ovvero sommo poeta, viene spesso definito l'Alighieri ma si tratta di indicazione riduttiva perch? il nostro Fiorentino ha svolto innumerevoli ruoli nel corso della sua esistenza: certamente poeta sublime ma anche valido filologo e grammatico, divulgatore storico, combattente da giovane, uomo responsabile e ambasciatore della propria terra, teologo raffinato, scrittore di filosofia e di politica.
Con produzione letteraria di vastissima gamma e profondit? culturale che sollecita ogni studioso dantesco a scandagliare i ridotti angoli inesplorati della Commedia e suoi dintorni.
Proprio su questi supporti hanno operato gli autori a cui si ? rivolto il nostro Archeo Club. Numerose e coinvolgenti le materie affrontate che riflettono una ragionata successione di tematiche: l'inedito sui versi utilizzati come messaggio di speranza, l'appassionato omaggio di un poe-ta al sommo predecessore, l'utopico elogio del grande teologo verso l'umile confratello, la fortuna dantesca nell'arte figurativa, gli spunti che punteggiano tanta letteratura, il sentiero tormentato della militanza politica, le riflessioni a carattere religioso, scientifico, semantico. In questo agone si sono cimentate molte firme spesso presenti nei salotti culturali di Benevento.
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