Alzecone di Kubrat, condottiero e veggente varo, vuole farsi assegnare da re Grimoaldo un lembo di terra disabitato nel Ducato di Benevento. Quando il sovrano gli chiede perch desideri proprio quel territorio, Alzecone non inganna il re parlando di duelli, battaglie e gloria, ma sfrutta con disinvoltura la malcelata apertura mentale di Grimoaldo per ammaliarlo con storie di donne, intelligenti e coraggiose, come Giuditta di Molise o come Marta Cicchino. Ben presto Alzecone si accorge che le sue capacit predittive hanno un limite: la lingua. Egli non pu parlare di eventi troppo avanti nel tempo, anche se riesce chiaramente a vederli. A questo punto due interlocutori si sostituiscono a lui per raccontare ancora qualcosa, per convincere definitivamente Grimoaldo. Un gentiluomo ottocentesco sfiorer l'argomento del Brigantaggio postunitario, mentre lo scrittore molisano Francesco Jovine, parler del Molise Anni '50, ossia di ci che accaduto ai suoi conterranei appena dopo la sua morte.