Il Varco di Carta un romanzo che parla di memoria, di ritorni e di luoghi che continuano a esistere anche quando sembrano scomparsi. La storia nasce da una vita apparentemente tranquilla, che viene scossa dal riemergere di un luogo del passato, reale e insieme immaginario, capace di trattenere parole, presenze e tracce lasciate nel tempo.
Il racconto si muove tra presente e passato con passo lento e consapevole. Le relazioni tra le generazioni sono raccontate senza spiegazioni forzate, come se certi legami sapessero gi come attraversare il tempo. Quando entrano in scena un'agenda dimenticata e un libro misterioso che sembra comparire solo quando serve, la narrazione prende la forma di un viaggio fatto di luoghi, ricordi e oggetti che custodiscono pi significato di quanto mostrino.
Non un romanzo costruito per stupire a tutti i costi. Procede per piccoli segni, ritorni, accumuli di senso. Chiede attenzione e tempo, ma ripaga chi accetta di leggere senza fretta, lasciandosi guidare dall'atmosfera pi che dalla trama.
Un libro che parla di legami che cambiano forma senza spezzarsi, di scrittura come gesto di cura, di memoria come spazio abitabile. Consigliato a chi ama le storie di soglia, dove ci che conta non arrivare, ma attraversare.
Nota dell'autoreNon ho cercato risposte definitive, n una trama da risolvere. Ho seguito piuttosto le tracce, gli oggetti, le parole che ritornano quando meno te lo aspetti. Il Varco di Carta stato scritto come si attraversa un posto familiare dopo molti anni, con rispetto, attenzione e qualche esitazione.
Se il romanzo funziona, lo fa nei momenti in cui non cerca di spiegare tutto. un invito a sostare, pi che a capire. A riconoscere che alcune storie non finiscono, semplicemente trovano un altro modo per restare.