Chi ? il poeta? La risposta semplice ed elementare ci porta a descrivere il poeta come colui o colei che si cimenta a scrivere in versi, utilizzando spesso un linguaggio lirico, ricco di metafore con parole a volte desuete e utilizzando le varie figure retoriche. La storia della letteratura italiana e internazionale, annovera grandi poeti che fortemente hanno lasciato una scia che ancora oggi viene seguita. La poesia, infatti, ? come un'onda: viene dall'infinito animo umano, arriva con forza sulle coste di un mare bianco, la carta, lascia la sua traccia e ritraendosi aspetta di ripartire. Ma un poeta come il N. non ? solo colui che scrive; egli ? colui che osserva dove gli altri hanno smesso di guardare, che scruta oltre il confine delle cose, che con il suo genio ? capace di arrivare fino all'infinito: Dio! Non accetta un termine ma lo varca incurante di ci? che potr? avvenire. Segue l'istinto e sente nell'interno la passione che come un fiume in piena stravolge la realt? fatta di piccole cose, ma che agli occhi degli altri restano incuranti, lotta contro un "fato a volte beffardo" che riporta agli occhi della mente "l'orgoglio dei ricordi". Cos? il poeta canta "la polvere del dissenso" facendo trasparire dalle sue parole il lavorio interno che fa vedere, quasi come un teatro, il dramma che egli stesso sta vivendo. Scrive con l'inchiostro dello spirito, macchia il foglio proprio come un'artista farebbe con la sua tela, diventa scultore dei suoi pensieri. Accostando spesso parole che suonano in antitesi tra di loro, il poeta utilizza uno stile nuovo, incurante delle rime e del rigore della metrica ci? che importa ? dare vita alle parole, ai sentimenti al proprio flusso dei pensieri. Poco importa se la lettura pu? risultare incomprensibile ed ermetica, il poeta lascia a chi legge il compito di riflettersi in questa specchiera, a volte opaca ma piena di figure che il solo lettore deve riconoscere e su cui dovr? riflettere.La poesia ? fatta non d'inchiostro o solo espressioni ma di emozioni, pensieri, sentimenti: ? come un arcobaleno i cui colori si devono solo ammirare, senza osare mai chiedere perch? essi sono disposti in questo modo.La sua bellezza ? cos? tenue che non pu? essere diversamente! L'artista sente, vede e coglie ci? che vuole rimanendo spesso In bilico tra realt? e onirico, tra la luce e il buio, tra il desiderio e la triste realt?. Pu? perfino essere paragonato, il poeta, ad un chitarrista; gli strumenti cambiano, ma entrambi si lasciano trascinare chi dal ritmo della musica e del fruire delle note, e chi dal ritmo delle parole che nascono dal connubio di pensieri, emozioni e sensazioni, che come le note sono lo spirito della musica cos? queste sono lo spirito della Poesia!Questo ? ci? che Francesco D'Amico nelle sue poesie vuole trasmettere.Nato nel 1981 in Italia, figlio d'arte (anche il padre ? poeta), ha pubblicato nel 2008 "La Geografia del Vuoto - gli itinerari dell'anima", e nel 2015 la sua seconda raccolta intitolata "Divergenze Parallele". Prefazione di Stefano De Angelis, postfazione e letture critiche di Amalia De Luca, quadro di copertina di Massimo Barbaro, opere fotografiche di Roberta D'Amico.
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