Il presidio del silenzio - Opera per una deiezione autotelica una riflessione radicale e poetica sul rapporto tra linguaggio, potere, arte e corpo. Nato come tesi di laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Bari, questo testo attraversa territori filosofici, estetici e politici per interrogare la possibilit di un "fare autotelico", un atto creativo privo di finalit esterne, capace di rigenerare l'essere e restituire senso al silenzio.
Davide Marrone indaga la morfologia del silenzio come spazio di trasformazione e liberazione, contrapponendolo al rumore mediatico, alla sovrapproduzione di parole e immagini, alla mercificazione dell'arte e dell'esperienza. Attraverso riferimenti a John Cage, Guy Debord, Michel Foucault, Dominique Laporte, Heidegger, Jung, Pasolini, e molti altri, l'autore costruisce una costellazione di pensiero in cui la deiezione - intesa come gesto fisiologico e simbolico - diventa metafora di rigetto del potere, di emancipazione dal codice e dal linguaggio istituzionalizzato.
Tra saggio e manifesto, Il presidio del silenzio un testo che unisce filosofia, arte contemporanea e critica culturale, ponendo la domanda essenziale: come pu l'essere umano, oggi, riconquistare il diritto di tacere per tornare a creare?