Nel libro Il Nuovo Stato, la consulente di gestione e teorica sociale Mary Parker Follett analizza il problema della democrazia in una societ pluralistica. Follett sostiene che la democrazia rappresentativa non riuscita a offrire ai cittadini l'opportunit di esprimere la propria creativit unica. Questo si accompagna a una vita pubblica sempre pi atomizzata e inadatta a una reale cooperazione sociale verso obiettivi comuni. In breve, necessario un nuovo tipo di organizzazione sociale.
Follett attinge alla sua esperienza nell'organizzazione di gruppi per progettare un nuovo sistema democratico che sfrutti il naturale desiderio delle persone di far parte di un gruppo. Gruppi di quartiere, gruppi sociali e gruppi professionali permettono agli individui di imparare a cooperare e a fissare e raggiungere obiettivi che altrimenti non sarebbero realizzabili. Sebbene gli individui differiscano sotto molti aspetti importanti, questa diversit pu diventare una fonte di forza all'interno di gruppi in cui si incoraggia il pluralismo anzich l'uniformit . Questo tipo di gruppi inclusivi pu fornire la struttura per una nuova forma di governance: creativa, attenta e veramente libera.
Follett prevede che da questi gruppi su piccola scala possa nascere un cerchio sempre pi ampio di gruppi via via pi grandi, fino a comprendere comunit locali, statali, nazionali e persino internazionali. Sebbene certamente ambizioso, il suo progetto elaborato con meticolosit e argomentato in modo persuasivo sia da un punto di vista empirico che filosofico.
Pubblicate per la prima volta nel 1919, alla fine della Prima Guerra Mondiale, le teorie sociali di Follett stanno oggi ricevendo nuovo interesse, specialmente tra i sostenitori di una forma di democrazia pi partecipativa.
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