Il becchino di Stalingrado di Federico Selli un racconto storico intenso e disturbante che conduce il lettore tra le macerie morali e materiali della Stalingrado del 1945, una citt devastata dalla guerra, dalla fame e dalla disperazione.
Protagonista della storia Bolja, becchino della citt e veterano della Rivoluzione russa, segnato da perdite profonde e da una vita trascorsa a seppellire i morti di un mondo in frantumi. Dopo la guerra, Stalingrado una citt fantasma: i campi non producono pi nulla, il cibo quasi inesistente e l'inverno rende ogni giorno una lotta per la sopravvivenza. Bolja vive con l'unica figlia rimasta, Natasha, giovane e talentuosa cantante che rappresenta per lui l'ultima speranza di un futuro diverso.
Quando la fame diventa insostenibile, un amico macellaio propone a Bolja un patto terribile: utilizzare i corpi dei morti recenti per sfamare una popolazione ormai allo stremo. Un gesto che appare mostruoso, ma che in un contesto estremo sembra diventare l'unica possibilit di sopravvivenza.
Mentre il confine tra giusto e sbagliato si fa sempre pi sottile, la loro scelta attira l'attenzione della NKVD, la temuta polizia sovietica. In un regime dominato dal controllo e dalla paura, anche il pi piccolo errore potrebbe trasformarsi in una condanna definitiva.
Tra realt storica e elementi di finzione, Il becchino di Stalingrado un racconto oscuro e provocatorio che esplora i limiti dell'etica umana quando la sopravvivenza in gioco. Un'opera che interroga il lettore su quanto le circostanze possano cambiare il significato stesso di ci che chiamiamo giusto o sbagliato.