Isaac ha otto anni. Un'et in cui i mostri vivono solo nei cartoni animati, nascosti sotto al letto o nei racconti della buonanotte. Ma quella notte, qualcosa cambia.
Le urla dei suoi genitori riempiono le stanze, rimbalzano sui muri come coltelli. Suo padre puzza di benzina e alcol, sua madre grida parole che Isaac non capisce ma che lo fanno ridere, come "bastardo" o "alcolizzato". Vorrebbe chiamare cos il cucciolo che gli stato promesso per Natale. Perch nei sogni dei bambini, anche il dolore prende la forma di un gioco.
Poi arriva lui.
Una voce nel buio. Un sussurro dolce e contorto.
Una ninna nanna che parla di mostri sconfitti e promesse mantenute.
Una figura enorme, con due occhi gialli e brillanti...
e un nome che suona come una carezza avvelenata: Mr. Pitty.
Dice di conoscerlo. Dice che il pap lo ha mandato.
Dice che venuto a portargli il cucciolo.
E conosce quel nome. Quel nome cos buffo che solo Isaac aveva immaginato: "Alcolizzato".
Ma Mr. Pitty non un regalo.
una trappola.
E quando tende la mano, il bambino fa l'errore pi umano di tutti: si fida.
Il dolore immediato. La verit , spietata. Il mostro ha vinto.
E nella stanza torna il silenzio. Solo due suoni restano: un urlo spezzato... e una risata disumana.