I personaggi del romanzo fanno considerazioni sulla chiesa Cattolica, su i suoi rappresentanti, sulle vicende storiche pi rilevanti. Sono descritti episodi di storia locale in cui il parroco, con la sua intelligenza e la sua personalit superiore, riesce a condizionare la vita della comunit , sia nell'attivit religiosa che in quella laica e amministrativa. Riesce a rompere con il passato e fa eleggere alla guida del comune personaggi nuovi, senza esperienza di amministrazione e politica. La sua incisivit si nota durante la campagna elettorale, ma anche nella stesura dello strumento urbanistico e nella scelta delle opere pubbliche. Dalla vita locale si passa a quella nazionale, ricordando l'operato non proprio evangelico di pontefici e cardinali, nei secoli passati e in tempi recenti. Sono menzionati gli scontri violenti tra le famiglie patrizie romane per l'elezione dei papi, lo scontro aspro con il potere politico, imperiale prima e nazionale dopo. Si ricordano i privilegi ottenuti dalla Chiesa fino ai giorni nostri. Si cita per tutti lo scontro tra Stato e Chiesa, durante la stesura della Costituzione Repubblicana, quando la Santa Casta chiese e ottenne che fosse incluso il famoso art. 7, che permetteva al Papato di conservare tutti i privilegi ottenuti con i Patti Lateranensi. Poich c'erano forti resistenze tra i parlamentari laici, la chiesa minacci apertamente la guerra di religione. Si ricordano i comportamenti virtuosi di alcuni pontefici, a partire da Leone I a Pio XII. La bella e delicata storia d'amore tra i protagonisti, don Arraffone e suor Dolcezza fa da collante allo sviluppo della trama