In Confini, Pietro Damiano ci conduce attraverso gli spazi angusti e le crepe dell'esistenza moderna. In una raccolta di racconti brevi e intensi, l'autore ritrae con sguardo lucido e senza sconti le vite di uomini e donne in bilico sul margine di se stessi.
Dal terrazzo di un uomo divorziato che combatte la solitudine con sigarette e ricordi, all'ufficio claustrofobico dove una capa dispotica diventa un'ossessione grottesca; da una stanza segreta nella propria casa dove ci si nasconde dalla realt , a un futuro distopico in cui il cibo sintetico sancisce il potere e la scomparsa della natura, ogni storia un varco aperto su un microcosmo di disagio.
Sono frammenti di vite ordinarie, segnate dalla routine, dalla incomprensione, dalla ricerca di un contatto autentico o dalla fuga dai propri stessi desideri. Attraverso un realismo spesso crudo e un minimalismo carico di significato, Damiano esplora i confini che ci separano dagli altri, da noi stessi e da una societ che sembra aver smarrito il senso del reale.
Confini non offre risposte, ma costringe a guardare. un libro per chi riconosce che, a volte, la normalit fa male, e che proprio l , in quelle ferite quotidiane, pulsa la vita pi vera.
Con una citazione di Charles Bukowski in esergo e una scrittura che ricorda le atmosfere di Carver, questa raccolta un ritratto disarmante dell'umanit contemporanea.
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Il confine una linea che non devi varcare. Una barriera che non deve nasconderti. Un muro contro il quale devi sbattere.Certe volte con violenza.I racconti di questo volume sono squarci di esistenza, frequenze in corto circuito. E i protagonisti, ingabbiati dentro una quotidianit disarmante, sono fotogrammi di una pellicola sbiadita.Sono storie minimaliste, queste. C' un po' di Carver qui dentro. C' la vita che pulsa, vera. C' la normalit . Che a volte fa male.(Rita Raimondo)